E senti allora,

se pure ti ripetono che puoi

fermarti a mezza via o in alto mare,

che non c'è sosta per noi,

ma strada, ancora strada,

e che il cammino è sempre da ricominciare. E.Montale

Roma la mia amata città, qui sono nata, Il mio nonno paterno, artista scultore, ha trasmesso i suoi geni alla sua discendenza. La mia passione per le bambole mi accompagna da sempre fino ed oltre l' aprile del 2012 quando ho iniziato a realizzarle, la mia grande passione mi ha portato a conoscere tecniche diverse come autodidatta sono sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni che unite alla mia scelta artistica, oltre a rendere i miei lavori unici, entra in gioco l'emozione e lo stupore che ogni mia opera trasmette.

Comincia tutto così…..Quel bambolotto aspettava me....(la foto il muretto della chiesa)

Per caso ho scoperto queste meravigliose creature e da allora non ho potuto più separarmene.  Il motivo che ha determinato la mia scelta come Artista Reborner è un'episodio insolito che mi è accaduto. Come tutte le mattine mi recavo al lavoro ed ho trovato sulla strada un  bambolotto, era bellissimo, non l'ho raccolto per vergogna, ma nella mente pensavo che se al ritorno l'avessi trovato ancora lì, l'avrei preso.

"Il bambolotto mi aspettava con le braccine aperte, seduto su un muretto di una chiesa. guardandolo si scorgeva la croce sul campanile. L'ho raccolto e riportato e felice da quel giorno non me ne sono più separata. Non sono fatalista, ma avvolte devo rivalutare la mia convinzione con quello che spesso accade nella mia vita, ho interpretato tutto questo come un invito ad intraprendere questa meravigliosa avventura".

Il processo che utilizzo è differente per ognuno di loro, come un richiamo che mi spinge ad ascoltare ciò che lascio indelebile, ed ecco avviene il miracolo; ogni passaggio un emozione, un lavoro attento e delicato. Ognuno di loro è corredato da un certificato di nascita e dalla mia firma. "Io le regalo un'anima e loro mi ringraziano". 

In America sono molto di moda e già noti da tempo. Gli americani amano arredare la loro casa con queste piccole opere (Utilizzati come terapia delle coccole, per diverse patologie).

Tenere in braccio un Reborn Baby provoca emozioni, la risposta scientifica è che rilasciamo dosi di endorfina, sostanza presente nell’organismo che aiuta a migliorare l’umore.

Tutto questo è vero ma utilizzando sempre il buon senso e ricordando sempre che non sono sostituibili ad un vero neonato.

Il muretto della chiesa...da qui l'inizio...
Il muretto della chiesa...da qui l'inizio...

Avevo 9 anni ed ero in compagnia del mio fratellino, stamani guardando questa foto ho attrversato  in pochi istanti il mio lungo e doloroso vissuto, una stretta al cuore avrei voluto proteggerla meglio questa bambina <3 ma il più delle volte ci sono forze talmente forti, dove non c'è nessun controllo, per quanti sforzi possa fare, vengo spinta dove non voglio stare, spesso spettatrice della mia impotenza, ma dal momento che respiro devo trovare la forza ed il coraggio di proseguire il mio viaggio e con mille sforzi renderlo interessante, e ad ogni passo non sono più la stessa, la consapevolezza avvolte è una severa compagna ma la vita è un mistero e la speranza mi porta a pensare che tutto può cambiare, il mai dire mai ed il mai dire sempre 

Ringrazio la rivista Magazine Delle Donne per aver pubblicato il mio nome nella rubrica dedicata alle Reborn Doll


La storia che racconto è una storia reale accaduta tanti anni fa, prima del 03 febbraio 1911, la data della nascita del mio nonno. C’era una volta una coppia di sposini benestanti , erano felici e vivevano negli agi, avevano una fabbrica di legname ed una bellissima casa, ma la vita cambiò il loro destino con un episodio tragico, tutti i loro beni, casa e fabbrica andati in fumo in un incendio, da quel dispiacere la sposa ne rimase schiacciata e mai più si riprese,si dice che ebbe molti figli e che li abbandonava in casa mentre lei girovagava per la città, incurante del loro povero destino, il marito disperato e senza mezzi decise di mandare le due figlie più grandi al servizio di una famiglia di principi, Anna stirava e Maria cucinava, un giorno le sorelle si scambiarono i ruoli, il principe si accorse che le sue camicie non erano state stirate dalla stessa mano e chiese ad Anna chi avesse stirato le camicie al posto suo, Anna intimorita rispose che aveva incaricato la sorella Maria, Maria era una ragazza bellissima e carismatica, il principe  le diede definitivamente il compito di stirargli le camicie e se ne invaghì, come accade nella realtà decisamente diversa dalla favola, Maria rimase incinta del principe. La mamma del principe pensò bene ad allontanare il figlio da Napoli, mandandolo in America ma preoccupata di un eventuale scandalo, incaricò il suo cavalier servente ad unirsi in matrimonio con Maria, per nascondere alla nobiltà l’erede indegno di essere tale, poiché figlio di una cameriera. I mesi passarono……Il principe dopo aver visto suo figlio, partì e Maria non lo vide più. Il bimbo fu chiamato Giovanni (ed è mio nonno) si vociferava a Napoli, poiché il bimbo era la copia esatta del padre. L’attuale marito e Maria ebbero altri figli, ma Giovanni più cresceva e più destava lo sdegno nell’animo del padre che lo stava crescendo, Giovanni si differenziava dagli altri, nei suoi modi eleganti e nelle sue potenzialità artistiche, aveva la predisposizione allo studio. Maria lo scrisse alla scuola di Capodimonte, sin dalla tenera età, ma la scuola aveva dei costi ed Il marito di Maria decise di mandare a lavorare Giovanni. Il professore di mio nonno, che aveva compreso bene il talento del fanciullo, chiese a Maria a quanto ammontasse la paga settimanale di Giovanni, il professore di Capodimonte non voleva che si perdessero le capacità talentuose che Giovanni dimostrava di avere, ed offrì l’equivalente in denaro, lo fece tornare a scuola. Così la vita di mio nonno fu dedicata completamente all’arte ed alla scultura, oltre che alla sua famiglia, che amava sopra ogni cosa, dedito alla moglie ed ottimo educatore, molte sue opere adornano le case di amici, conoscenti, di tutto il mondo, poiché non ha mai venduto la sua arte ma l’ha regalata al mondo, non concepiva vendere le sue opere, bello sarebbe ora avere le foto di quando lavorava e dei suoi lavori, ma non c’erano i mezzi che ci sono oggi, Ricordo mio nonno così, felice di raccontarsi tra colori, argilla, stecche e pennelli, con i suoi abiti da lavoro sempre sporchi di colori ad olio, e noi nipoti che quando lo andavamo a trovare, ci offriva un pezzetto di argilla e ci invitava ad imitarlo. A novanta anni, così si è spento, mentre lavorava su una delle sue meravigliose opere. Non seppe mai chi fosse il vero padre, ne venne a conoscenza da grande durante un litigio delle due sorelle, da allora non volle mai rintracciare le sue origini e conoscere chi lo aveva abbandonato.La sua vita la dedicò alla famiglia ed alla sua Arte. La sua storia mi fu raccontata da mia nonna e da mia mamma, non tutti i familiari la conoscono, la conosceranno attraverso queste righe se leggeranno