I miei adorati nipotini.
I miei adorati nipotini.

Alcune foto, tralci della mia vita mi ritraggono con i miei quattro figli.

 

 

Avevo 9 anni la foto con mio fratello di pochi mesi, fratellini, figli, nipotini, reborn baby.....il mio destino.

Il mio nome è Loredana, vivo a Roma, la città dove sono nata, nelle foto ci sono io, la mia famiglia, i miei quattro figli ed i miei nipotini. Il mio nonno paterno, artista scultore, ha trasmesso i suoi geni ai suoi figli, a me ai miei figli, ai miei fratelli.

Scontato raccontare la mia passione per le bambole, che mi accompagna da sempre e questo mi ha trascinata fuori dalla realtà; è così che il mio sogno si è realizzato nell'aprile del 2012,  per la mia grande passione, ho appreso tecniche diverse da artiste internazionali con le quali ancora oggi sono allineata, come autodidatta sono sempre alla ricerca di nuove sperimentazioni che unite alla mia scelta artistica, oltre a rendere i miei lavori unici, entra in gioco l'emozione che ogni mia opera trasmette.

Comincia tutto così…..Quel bambolotto aspettava me....

Per caso ho scoperto queste meravigliose creature e da allora non ho potuto più separarmene.  Il motivo che ha determinato la mia scelta come Artista Reborner è un'episodio insolito che mi è accaduto. Come tutte le mattine mi recavo al lavoro ed ho trovato sulla strada un  bambolotto, era bellissimo, non l'ho raccolto per vergogna, ma nella mente pensavo che se al ritorno l'avessi trovato ancora lì, l'avrei preso.

"Il bambolotto mi aspettava con le braccine aperte, seduto su un muretto di una chiesa. guardandolo si scorgeva la croce sul campanile. L'ho raccolto e riportato a nuovo. Da tempo maturava in me il forte desiderio di realizzare bambole ed ho interpretato tutto questo come un invito ad intraprendere questa meravigliosa avventura".

Il processo che utilizzo è differente per ognuno di loro, come un richiamo che mi spinge ad ascoltare ciò che lascio indelebile, ed ecco avviene il miracolo; ogni passaggio un emozione, un lavoro attento e delicato. Ognuno di loro è corredato da un certificato di nascita e dalla mia firma. "Io le regalo un'anima e loro mi ringraziano".

In America sono molto di moda e già noti da tempo. Gli americani amano arredare la loro casa con queste piccole opere (Utilizzati come terapia delle coccole, per diverse patologie).

Tenere in braccio un Reborn Baby provoca emozioni, la risposta scientifica è che rilasciamo dosi di endorfina, sostanza presente nell’organismo che aiuta a migliorare l’umore.

Tutto questo è vero ma utilizzando sempre il buon senso e ricordando sempre che non sono sostituibili ad un vero neonato.


La storia che racconto è una storia reale accaduta tanti e tanti anni fa, prima del 1911, la data di nascita di mio nonno. C’era una volta una coppia di sposini benestanti , erano felici e vivevano negli agi e nel lusso, avevano una fabbrica ed una bellissima casa, ma la vita cambiò il loro destino ed accadde un episodio che sconvolse la loro vita, tutti i loro beni andati in fumo in un incendio, in un giorno la fabbrica e la casa, da quel dispiacere la sposa ne rimase schiacciata e mai più si riprese,si dice che ebbe molti figli e che li abbandonava in casa mentre lei girovagava per la città, incurante del loro povero destino, perse la ragione la poverina ed il marito disperato e senza mezzi decise di mandare due delle sue due figlie a servizio di una famiglia di principi, ad Anna era sto assegnato il compito di stirare, a Maria il compito di cucinare, un giorno Anna diede a Maria l’incarico di stirare le camicie del principe, e si scambiarono i ruoli, quando il principe vide le camicie si accorse che non erano state stirate dalla stessa mano, il principe chiese ad Anna chi avesse stirato le camicie al posto suo, ed Anna timidamente rispose che aveva incaricato la sorella Maria, Maria era una ragazza bellissima, di una bellezza rara, il principe la volle incontrare, Maria preoccupata si presentò davanti al principe che oltre ad elogiare il suo operato, le diede definitivamente il compito di stirargli le camicie, ma oltre ciò, il principe se ne innamorò perdutamente, come accade nella realtà decisamente diversa dalla favola, Maria rimase incinta del principe.La mamma del principe pensò bene ad allontanare il figlio da Napoli, spedendolo in America ma preoccupata di un eventuale scandalo, incaricò il suo cavalier servente ad unirsi in matrimonio con Maria, per nascondere alla nobiltà l’erede indegno di essere tale poiché figlio di una cameriera. I mesi passarono……Il principe volle vedere suo figlio, partì e Maria non lo vide più. Il bimbo fu chiamato Giovanni (ed è mio nonno) si vociferava a Napoli poiché il bimbo era la copia esatta del principe. L’attuale marito e Maria ebbero altri figli, ma Giovanni più cresceva e più destava lo sdegno nell’animo del padre che lo stava crescendo, Giovanni si differenziava dagli altri, nei suoi modi eleganti e nelle sue potenzialità artistiche, tanto che Maria lo scrisse alla scuola di Capodimonte, sin dalla tenera età, ma la scuola aveva dei costi  e Giovanni cresceva. Il marito di Maria decise di mandare a lavorare Giovanni. Il professore di mio nonno, che aveva compreso bene il talento del fanciullo, chiese a Maria a quanto ammontava la paga settimanale di Giovanni, il professore di Capodimonte non voleva che si perdessero le capacità eccelse che Giovanni dimostrava di avere, ed offrì l’equivalente in denaro che corrispondeva alla paga che Giovanni guadagnava, lo fece tornare a scuola. Così la vita di mio nonno fu dedicata completamente all’arte ed alla scultura, oltre che alla sua famiglia, che amava sopra ogni cosa, dedito alla moglie ed ottimo educatore, molte sue opere adornano le case di amici, conoscenti, di tutto il mondo, poiché non ha mai venduto la sua arte ma l’ha regalata al mondo, non concepiva vendere le sue opere, bello sarebbe ora avere le foto di quando lavorava e dei suoi lavori, ma non c’erano i mezzi che ci sono oggi, tantomento dei selfie. Ricordo mio nonno così, felice di raccontarsi tra colori, argilla, stecche e pennelli, con i suoi abiti da lavoro sempre sporchi di colori ad olio, e noi nipoti che quando lo andavamo a trovare, ci offriva un pezzetto di argilla e ci invitava ad imitarlo. A novanta anni, così si è spento, mentre lavorava su una delle sue meravigliosae opere, ignaro che sarebbe stata l’ultima. Non seppe mai chi fosse il vero padre, ne venne a conoscenza da grande durante un litigio delle due sorelle, da allora non volle mai rintracciare le sue origini e conoscere chi lo aveva abbandonato.La sua vita la dedicò alla famiglia ed alla sua Arte. La sua storia mi fu raccontata da mia nonna e da mia mamma, non tutti i familiari la conoscono, la conosceranno attraverso queste righe se leggeranno