La terapia delle coccole

L'arte del Reborning è la mia passione, per me realizzare Reborn Doll è come dipingere su una tela ed esprimo con la pittura tutto quello che, in quel momento è il mio stato d’animo, per questo motivo le mie Reborn Doll regalano forti emozioni. 

Questo  articolo nasce per chiarire lo scopo che queste bambole hanno in diversi Paesi del mondo, ne cito due, dove ad oggi il fenomeno è più diffuso. America e Regno Unito,  si teme ciò che non si conosce e queste bambole, così realistiche sono d’impatto, informandoti spero di portare un equilibrio tra pareri contrastanti, nel rispetto dei pensieri ed idee diverse di ognuno di noi. In Italia non esiste ancora chi per svariati motivi personali porta a spasso le reborn baby , ma anche in questo caso non ci trovo nulla di male, io stessa da queste bambole ne traggo i benefici e mi reputo una persona ben equilibrata, ho quattro figli e due nipotini.

Queste bambole nascono per noi adulti e donano ai nostri nolstacici ricordi il rinnovarsi di certe emozioni che abbiamo provato da piccoli nei nostri giochi del tempo.

Tenere in braccio un Reborn Baby provoca emozioni, nel nostro corpo rilasciamo dosi di endorfina , sostanza presente nell’organismo che aiuta a migliorare l’umore, per questo, vengono utilizzate in varie forme di terapia con ottimi risultati in tutto il mondo.

L’ Alzheimer  trova beneficio in una reborn baby, con effetto calmante per chi vive questa patologia. Il paziente di Alzheimer può comunicare con la bambola attraverso il canto, parlare e coccolare. Si consiglia l’approccio con la bambola  allo stadio iniziale. Cominciano a diventare estremamente attaccati alla loro bambola e tenerla con loro per molte ore del giorno assume un significato terapeutico.

 A Ashcroft Home Care con sede a Chesterfield, Derbyshire, Regno Unito, hanno riferito che la terapia di una bambola rinata ha ridotto il numero di pazienti con psicofarmaci da 92 per cento all'inizio del 2008 al 28 per cento.

 Molti pazienti affetti da demenza soffrono di agitazione e disagio, la terapia bambola può alleviare questo disagio. La British Psychological Society Conference ha presentatato questa ricerca sulla terapia della bambola rinata. 

 

Le bambole Reborn tuttavia, non sono una cura ma è il comfort del paziente il vero beneficio della terapia della bambola rinata.

Origine della bambola, da reperti storici, informazioni Wikipedia

Le bambole sono molto antiche, fanno la loro comparsa nel 2000 a.C. in Egitto, questo si è scoperto grazie ai ritrovamenti avvenuti in alcune tombe egizie di bambini, questo sembrerebbe dimostrare che le bambole avessero senso ludico. Queste bambole erano in terracotta ed avevano braccia movibili (grazie a perni posti all’altezza delle spalle).

Riguardo il senso della bambola in tempi così antichi ci sono pareri discordanti tra gli esperti, infatti, alcuni di essi ne sostengono la destinazione religiosa o comunque legate ad un significato simbolico di buon auspicio, legato alla femminilità, alla fertilità e all’abbondanza. Le prime bambole raffiguravano donne adulte e furono ritrovate, come citato poco prima, nelle tombe egizie ma anche in quelle etrusche qui i materiali utilizzati erano il legno e la terracotta, i colori erano vivaci e a volte le bambole indossavano gioielli preziosi, a Pompei fu ritrovata anche una bambola di pezza.

Le prime bambole delle civiltà greca arrivano dalla Beozia precisamente nell’ottavo secolo a.C., avevano figure geometriche e disegni di animali raffigurate sul corpo, che era a forma di campana, generalmente il materiale utilizzato era la creta in quanto poco costoso perché facile da trovare, ma utilizzavano anche avorio, legno e osso. Le bambole greche avevano articolazioni snodate, grazie a fili di ferro passati in fori che venivano praticati alla bambola, pare che venissero prodotte in serie e vendute nei mercati. A quel tempo le fanciulle si sposavano intorno ai quindici anni, prima della cerimonia nuziale portavano tutte le loro bambole nel tempio della Dea Artemisia, qui si svolgeva un rituale iniziatico che simboleggiava la fine dell’infanzia.

Anche dall’antica Roma arrivano reperti di bambole, in particolare una che fu ritrovata nella tomba di una ragazza di circa diciotto anni, sepolta accanto al padre, con appunto la propria bambola; questa aveva le articolazioni mobili (sin dall’antichità si pensava al giocattolo in senso educativo per questo era importante la mobilità di braccia e gambe) la bambola era in legno, la ricca acconciatura ed il viso erano scolpiti e portava anelli doro, vicino c’erano anche accessori da toilette per la bambola (interessante notare come questa bambola ricordi nelle fattezze la famosa “Barbie”dei giorni nostri).

Le bambole destinate alle classi sociali alte erano molto preziose sia nelle vesti sia nei gioielli. Gli artigiani che costruivano le bambole erano chiamati giguli.

Nel Medioevo esistevano bambole per ogni età e per diverso uso. Esistevano bambole in argilla le quali erano riempite di palline in terracotta perché facessero rumore questo genere eradestinato ai neonati ( una sorta di sonaglietto).

Era un ‘epoca in cui la magia dominava e molte bambole venivano create appositamente per essere utilizzate in riti magici e incantesimi, queste bambole erano in cera ed anche in radice di mandragola. Alcuni modelli di bambole pare siano arrivate in Europa dai crociati. C’erano anche delle bambole a grandezza naturale (tipo manichini) fatte in legno.

Verso la fine del seicento si afferma l’utilizzo della cartapesta per realizzare la testa delle bambole, il corpo era in legno. In questo periodo la Germania iniziò a realizzare bambole intagliandole nel legno curando molto i particolari sia del viso che del corpo nonché dell’abbigliamento.

A volte le ricche famiglie nobili, ordinavano appositamente bambole corredate di una serie di vestiti sempre seguendo la moda del periodo corrente, dai tessuti preziosi, concessi solo agli abiti delle dame più ricche come, ad esempio, Caterina Dé Mediciche la quale possedeva sedici bambole otto erano vestite a lutto (dopo la morte della nobile queste bambole furono trovate elencate tra gli oggetti ad ella appartenuti ).

Il viso di queste bambole era dipinto i capelli erano veri, le braccia erano mobili (per permettere il cambio d’abito), al posto delle gambe invece molte volte c’era soltanto una specie di gabbia a cerchi che fungeva da supporto per gli ingombranti abiti e serviva anche per tenere in piedi la bambola

È nel 1700 che il bambino inizia ad essere considerato un individuo a cui dedicare attenzioni specifiche, si comincia a considerare l’esigenza di uno spazio apposito dove il bambino possa soggiornarvi con i suoi giochi, anche l’abbigliamento infantile subisce un notevole mutamento diventando più comodo e semplice, per facilitare la libertà di movimento al bambino.

Tutte queste attenzioni verso l’infanzia nascono grazie al movimento illuminista che promuove la libertà dell’essere umano come individuo, un testo famoso dell’epoca a riguardo, è stato scritto da un famoso filosofo illuminista Jean Jacques Rousseau, si tratta di un romanzo pedagogico “Emile”. Il giocattolo dunque assume, a pieno titolo, un significato educativo.

Ed è proprio il 1700 il secolo in cui le industrie di giocattoli iniziarono il loro sviluppo; le principali zone di espansione delle industrie del giocattolo sono: Norimberga, Sassonia e Tirolo.Queste località esportavano giocattoli in tutta Europa, giocattoli che però potevano permettersi solo le classi sociali alte, i materiali che utilizzavano per costruire le bambole erano sempre diversi ed ogni volta più resistenti, queste bambole avevano un corredo di abiti preziosi.

Nel 1771 viene pubblicata la prima pubblicità di giocattoli.

La Val Gardena (allora era ancora sotto il dominio austriaco) era famosa per i giocattoli in legno, questo grazie a Johann Demets artigiano intagliatore il quale ne diede origine, questi giochi diventarono per molte famiglie una buona fonte di guadagno (questo grazie ai venditori ambulanti, i quali viaggiavano in lungo e in largo per il paese vendendo i vari giocatoli) il costo rispetto ai giocattoli fabbricati dalle industrie era decisamente più basso, diventando accessibili a quasi tutte le classi sociali.

Sembra che le bambole in cera colata più belle venissero realizzate sin dal sedicesimo secolo a Napoli dalle famiglie di due italiani, Domenico Pierrotti e Augusta Montanari che nel 1780 si trasferirono a Londra, queste bambole a Parigi venivano chiamate Pandora, il significato di questo nome è legato alla mitologia greca: la leggenda dice che Pandora era il nome di una donna che fu creata per ordine di Giove, Vulcano la creò dandogli tutti gli attributi per far attrarre gli uomini; queste bambole erano dette “ambasciatrici di moda” in quanto avevano un corredo di vestiti più in voga del momento, sottovesti, abiti da ballo e di corte, broccati e pizzi. L’esigenza di curare più nei particolari gli abiti spinse i costruttori di bambole dell’epoca di realizzarne sempre più grandi sino ad arrivare a grandezza naturale, così facendo le dame dell’epoca potevano provare questi vestiti ed acquistarli.

La bambola entra definitivamente nel ruolo di giocattolo nel diciannovesimo secolo, abbandonando così ogni riferimento di oggetto feticcio o religioso che aveva in origine.

Nel 1800 le bambole erano di porcellana eavevano guance rosee prendendo l’aspetto di bimbe, queste bambole avevano il corpo poco curato nelle rifiniture in quanto ad esse non era previsto il cambio d’abito. Successivamente arrivarono le bambole in pannolenci. I francesi erano specializzati nell’abbigliamento, negli accessorie nell’espressione del volto della bambola, gli inglesi nelle bambole in cera, i tedeschi proponevano modelli con “facciotte” sempre nuove e gli italiani erano specializzati in bambole di porcellana.

Dal 1860 in poi le articolazioni delle bambole erano collegate tra loro mediante materiali elastici, queste bambole avevano lunghi capelli biondi con boccoli e grandi cappelli decorati con nastri e fiori, i vestiti erano eleganti e di colori delicati come : rosa, azzurro e color crema.

Si possono ricordare alcuni costruttori famosi dell’epoca, Lucy Peck e Charles Marsh, Martha Jenks Chase invece fu la prima costruttrice di bambole in tessuto, intorno al 1882 nacque la prima fabbrica che cominciò a produrre questo tipo di bambole, Augusta Montanari costruiva bambole con le sembianze della famiglia reale, e bambole bebè.

Le fabbriche di giocattoli francesi e tedesche, furono le prime ad utilizzare la porcellana per la testa delle bambole e per gli arti, il corpo invece era ancora in legno, una bambola famosa dell’epoca era chiamata la “Parisienne” i vestiti rispecchiavano la moda del momento.

Bambole da collezione sono anche le “Olandesi” queste avevano il viso ed i capelli dipinti, le orecchie invece erano intagliate. C’erano anche le cosiddette bambole indistruttibili queste avevano il corpo fatto con un impasto di polpa di legno, oppure di cartamediante una ricetta che solo il costruttore conosceva.

In Francia ai costruttori di bambole non servì l’unirsi creando un consorzio “Socitè Francoise De Fabrication des Bèbès et Jouets” per salvarsi dalla concorrenza delle fabbriche tedesche infatti, intorno al 1900, le fabbriche francesi crollarono definitivamente, tra il 1900 ed il 1915 dunque il mercato europeo ed anche d’oltre oceano del giocattolo, fu dominato dalle fabbriche tedesche.

La bambola con la quale la Germania ebbe successo fu il “Bebè caractère” si trattava di un bambolotto con le fattezze di un neonato generalmente in atteggiamento gioioso, la posizione poteva essere eretta, oppure potevano avere braccia e gambe ricurve simulando la posizione fetale; ve ne erano anche con i corpi in tessuto leggermente imbottito (questo per simulare la sensazione di morbidezza del bebè) a volte queste bambole erano dotate di voce grazie ad un apposito meccanismo. Questi possono avere gli occhi intagliati e dipinti come i capelli e la bocca, oppure hanno della peluria sulla testa, e la bocca semiaperta, a mostrare i dentini.

Intorno al 1920 prendono piede bambole con somiglianze di personaggi famosi, come Rossella O’Hara protagonista del film “Via col vento”, oppure della Regina Elisabetta di Inghilterra,“Alice nel paese delle meraviglie”, e più avanti anche bambole con i classici boccoli alla Shirley Temple.

In questi anni prende piede un nuovo materiale la celluloide (un tempo utilizzata solo per le pellicole fotografiche), materiale chimico ottenuto dalla cellulosa. Questo materiale però creava qualche difficoltà, in quanto non stampabile, ed oltretutto con un indice di infiammabilità molto alto infatti venne poi sostituita da altri materiali.

Nel 1959 nasce “Barbie” bambola che riscosse un notevole successo. Gli ideatori di Barbie furono i coniugi Ruthie Mosko e Isadore Helliot Handler i quali, trasferitosi a Los Angeles, intorno al 1938 si dedicarono alla produzione di mobili per le case delle bambole, qualche anno più tardi fondarono la “Mattel” importante industria di giocattoli.

Ai due coniugi l’idea di creare “Barbie” arrivò grazie alla figlia Barbara alla quale piaceva ritagliare dalle riviste vestiti, accessori e bambole di carta inventandosi i più svariati ruoli, ecco dunque l’idea di creare una bambole che riproduceva il mondo degli adulti. Prima nasce “Lilli” una bambola alta circa 30 cm con le fattezze di una giovane ragazza bionda dal fisico prorompente e successivamente nasce “Barbie” ( in onore della figlia Barbara), nel 1961 nasce Ken (Kenneth è il nome del figlio dei coniugi Handler) nuovo amico di Barbie, nel corso degli anni vengono creati svariati personaggi che girano intorno a Barbie: Skipper (sorellina di Barbie), Midge e Allan gli amici.